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Il piede “organo di senso”

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Dal modo in cui camminiamo dipende la salute delle nostre gambe e non solo.

Il piede oggi è considerato un “organo di senso” in quanto, prelevando le informazioni dal suolo, informa il sistema nervoso centrale della nostra posizione nello spazio insieme ad occhi ed orecchio interno.

Uno squilibrio nella funzione di tali strutture può avere influenze sul sistema veno-linfatico aggravando patologie venose, o alterando l’ergonomia del nostro modo di muoverci causando mal di schiena dolori cervicali, instabilità, cefalee, gonfiori e dolore alle gambe, vertigini.

L’osservazione postulare con test clinici specifici è l’arma fondamentale per la diagnosi dei disturbi posturali, mettendo in relazione struttura e funzione anche di distretti corporei distanti tra loro, esempio scapole alate e piede piatto, piede valgo, asimmetrie del bacino eccetera.

Tali disturbi se intercettati in età giovanile ci permettono di fare prevenzione primaria, evitare cioè che alcune patologie insorgano (ad esempio: mal di schiena in età adulta).

Fin dalla nascita, il nostro cervello memorizza gli errori gli del sistema posturale come riferimenti di normalità, per cui non possono correggersi da soli. La possibilità di modificarli è uno strumento cruciale sia per la prevenzione che per la cura.

In tutti questi casi è necessaria un’attenta valutazione funzionale del posturologo per scoprire se alla base dei sintomi ci sono limiti meccanici causati da un’articolazione bloccata, non corretto bilanciamento del baricentro, un imbrigliamento di vene e linfatici nelle strutture anatomiche che attraversano i “cosiddetti forami di congiunzione”.

Le terapie utilizzate dal posturologo sono di tipo manuale (osteopatiche) e recettoriali (plantari propiocettivi, bite, trattamento delle cicatrici). Le terapie osteopatiche si basano sul contatto manuale sia per la valutazione che per la cura. Rispettano la relazione tra corpo, mente e spirito nella salute e nella malattia, con particolare attenzione all’integrità strutturale e funzionale dal corpo e dalla sua tendenza intrinseca all’auto-guarigione.

I plantari propiocettivi sono ortesi con stimolazione molto piccole al di sotto dei tre mm posizionate in punti specifici del piede, queste stimolazioni hanno un grande effetto sul tono neuromuscolare tale da correggere difetti posturali anche distanti dal segmento al quale vengono applicate.

I plantari propiocettivi vengono utilizzati per ridurre mal di schiena, dolori cervicali per cefalee muscolo tensive, per disturbi posturali e dell’equilibrio, vertigini in stabilità, problematiche plantari, ecc.

La valutazione e il trattamento posturale hanno lo scopo di migliorare le prestazioni nello sportivo, risolvere le cause del dolore evitando l’uso dei farmaci, fare prevenzione per evitare traumi.

di Annamaria Esposito e Giacomo Notaro

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